#HOTEL DE VILLE: intervista a Gianni Cascone e la scrittura collettiva.

«Cos’hanno in comune Loris, un giovane contadino, e Ottavia, una vecchia contessa decaduta? Forse molto più di quanto essi stessi pensino…»

//SCRITTURA COLLETTIVA//

Questi sono alcuni dei personaggi contenuti in Hotel de Ville, il nuovo libro del gruppo di scrittura collettiva «Indimondi», uscito il 6 ottobre scorso e presentato presso la mediateca di San Lazzaro di Savena, sede in cui si svolge lo stesso laboratorio ogni lunedì sera. Il libro, pubblicato dalla casa editrice bolognese Giraldi Editore, è stato prodotto dai 19 autori che fanno parte al laboratorio guidato da Gianni Cascone, che ho incontrato per capire meglio come si sviluppa questo progetto di scrittura corale.

Gianni Cascone, scrittore e regista di Bologna, è uno dei capostipiti della formazione alla scrittura espressiva in Italia. A questo link trovate la sua biografia completa.


//TRAMA//

L’Hotel de Ville è uno di quei piccoli alberghi lungo le autostrade o appena usciti dal casello: un po’ Bates Motel vagamente inquietante e un po’ fané nel suo aspetto grinzoso di palazzina anni ’70. Teatro di un’umanità stralunata che qui si sfiora, s’ignora e talvolta si tocca.

Loris, un giovane contadino, e Ottavia, una vecchia contessa decaduta, avranno a che fare con un segreto sepolto nel passato che li porterà all’Hotel de Ville nel tentativo di risolvere il mistero…cosa non si farebbe invece per un nipote nei guai? Anche tornare dall’aldilà, come fa nonna Vanessa per aiutare il suo Eric, scappato di casa, e rifugiatosi all’Hotel de Ville…gli Stragglers, un gruppo musicale scalcinato che suona un po’ dove capita, all’Hotel De Ville ci arriva per caso lasciandosi coinvolgere in un concerto per una convention elettorale. Quella breve sosta ad alcuni di loro cambierà la vita.

 


//INTERVISTA A GIANNI CASCONE//

 

  1. Come nasce questo laboratorio e qual è il suo scopo?

    «Questo laboratorio è nato dall’incontro tra il mio interesse a lavorare sui paesaggi e sui luoghi della contemporaneità e una amministrazione pubblica, quella di San Lazzaro di Savena, sensibile alla riflessione sull’identità e la natura del proprio territorio e interessata ai temi ambientali. Da lì poi il laboratorio è evoluto, nel gruppo è maturato il talento di molti autori e questi autori hanno dato vita a un autore collettivo, Indimondi, e a quattro romanzi collettivi (2 pubblicati, uno nel cassetto e uno in via di completamento)».

 

  1. Che cosa significa IndiMondi?

    «IndiMondi è un gioco di parole, coniato da Mauro Maggiorani (uno degli autori del primo romanzo Trailer) che indica due cose fondamentali: l’essere in tanti –’dimondi’ in dialetto bolognese significa ‘tanto, tanti’ dunque ‘scrivere in tanti’ e l’essere indipendenti – indie – cosa fondamentale in un’epoca che fa del controllo e del pensiero unico i suoi cardini funzionali».

 

  1. Ecco, spiegami come si costruisce un progetto  «a più mani» e quale esperienza si può trarre?

    «Dalla fine del XX secolo siamo orfani delle ideologie e dei grandi racconti, sia perché le ideologie sono morte sia perché viviamo nell’eterno presente istantaneo dei multimedia. Credo che sia importante ritrovare il gusto della narrazione (che richiede un rapporto con il tempo, quindi non solo col presente ma anche con il passato e il futuro) e il gusto di lavorare insieme alla costruzione di un racconto condiviso (come lo erano le storie di famiglia, di collettività, di nazioni e del mondo – le cosmogonie appunto). Quindi ognuno porta il suo contributo alla storia, sacrifica un po’ del suo narcisismo e connette la sua creatività a quella degli altri compagni di scrittura. Il miracolo avviene sempre: in 3 anni sono usciti una decina di romanzi e testi nella collana ScritturaCollettiva di Giraldi, creata appositamente per accogliere le opere di questi autori collettivi – gli altri sono Banchéro di Taggia, Navigadour di Bologna, Pistores e Immagini di Pistoia».

 

  1. Che cosa rappresenta Hotel de Ville?

    «Hotel de Ville è sia un affresco della realtà contemporanea sia l’emblema del nostro fare scrittura collettiva. Infatti è un romanzo veramente corale, una sorta di canto sommesso molto simile all’inizio de Il cielo sopra Berlino di Wenders – e infatti lo chiamiamo il nostro Cielo sopra San Lazzaro – e nello stesso tempo raccoglie i fili di esistenze comuni che si sfiorano, si toccano, si scontrano o si ignorano passando accanto o dentro l’Hotel de Ville ai margini dell’autostrada; ci dice le piccole felicità, i disagi, le paure, le insicurezze, i dolori, le speranze, gli smarrimenti che fanno parte della vita di ciascuno di noi, oggi più che mai.
    Tutti i personaggi del libro hanno qualcosa da chiarire, da risolvere, che riguarda il loro passato o il loro presente, un ronzio nella testa che ricorre, una mosca che vola sempre intorno ma che in realtà vuole spronare a trovare una soluzione, una via d’uscita da quel fastidio.
    Un po’ come l’espressione in inglese “but it seems we have a fly on the ointment” rappresentata nella copertina».

 

  1. Parlami invece degli autori: chi sono?

    «Gli autori sono come i protagonisti di Hotel de Ville e di Trailer, sono persone che vengono dal mondo del lavoro terziario, dell’università, della scuola, pensionati, giovani professionisti che non hanno dimenticato due cose: la voglia di confronto culturale e la cultura dell’espressione; cioè sono persone che amano scrivere – e lo fanno a livello professionale – e che non hanno avuto o non hanno un facile accesso al mondo dell’editoria. Ma, come si sa, l’unione fa la forza!».

 


CONTENUTI EXTRA:

1.Nel libro ci sono anche le biografie dei 19 autori.
2.Per informazioni sul laboratorio, andate qui.
3.Se volete acquistare il libro, cliccate qui.