#GUAI A FARLA ARRABBIARE: intervista alla wrestler Miss Mary Cooper.

«Giubbotto di pelle, pantaloncino corto e calze a rete.
Un consiglio? Guai a farla arrabbiare, potrebbe non prenderla bene».

Oppure mettervi al tappeto con un colpo dall’angolo o una scarica di calci e pugni. Anche no. Ma solo se la incontrate sul ring, perché di strada ne ha fatta.

 

Mary Cooper era il classico “Brutto Anatroccolo”.

«Quella compagna di classe che passa inosservata, che non notiamo, e che viene presa di mira per il suo aspetto da maschiaccio…almeno fino a quando non arriva la metamorfosi e quella gran voglia di restituire tutti i torti e le offese subite con tanto di interessi».

 

Diventare una wrestler era il suo sogno

Di quelli che ognuno di noi coltiva nella sua cameretta tra i poster dei propri idoli.
Nella sua, però, c’erano quelli di John Cena (a grandezza naturale) e Hulk Hogan.
Insomma, un chiodo fisso.
Quel sogno, poi, è rimasto appeso per un po’ a quei poster lasciando spazio ad altro, ma fino alla svolta: costi quel che costi, si doveva realizzare.

E, senza dubbio, ce l’ha fatta.

 


//INTERVISTA A MISS MARY COOPER //

 

Ti faccio subito la domanda più banale che mi possa venire:
ma come ti è saltato in mente di diventare una wrestler?

«Non saprei, era un pallino fisso fin da quando seguivo il wrestling in tv e avevo 14 anni. Guardavo lo Smackdown!, il programma televisivo americano, dove seguivo il mio idolo John Cena contro The Undertaker. Ho sempre adorato tutto ciò che vedevo e pensavo: un giorno lo farò anche io!».

 

E poi?

«Non mi sono iscritta subito perché da adolescente non sapevo ci fossero scuole di wrestling qui in Italia e, quindi, mi sono data al calcio, al basket e alla pallavolo. Poi, quando ho saputo dell’esistenza della scuola, ho chiesto subito informazioni e, appena ho potuto, mi sono iscritta».

 

E com’è andata?

«Il primo allenamento lo ricordo ancora bene, eccome…era parecchio che ero ferma quindi il giorno dopo ti lascio immaginare! Mi sono svegliata con le vertigini».

 

Beh, mi sembra il minimo…ma, alla fine, che cosa ti affascina di questo mondo?

«Di questo mondo mi affascina praticamente ogni cosa…soprattutto il fatto che ogni persona può sempre superare i propri limiti, se si mette d’impegno».

 

Chi è Mary Cooper?

«Mary Cooper è un po’ come le eroine nei fumetti, ma qui siamo sul ring. E’ il mio alter ego, ho semplicemente tirato fuori una parte di me. 

 

Come hai costruito questo passaggio?

«Non è stato difficile…sono una ragazza che non si tira indietro davanti alle sfide, davanti a nessuna/o avversaria/o, e che cerca di ottenere le sue vittorie per dimostrare davvero chi è».

 

Se c’è, quale messaggio vuoi trasmettere?

«Il messaggio che vorrei trasmettere è: la vita cercherà in ogni modo di metterti ostacoli ma con la pazienza, la costanza e la tenacia puoi raggiungere qualsiasi obiettivo. Non c’è nessun problema finché tu non lo vedi come tale. Nessun ostacolo è troppo grande se ci credi davvero».

 

Quante volte invece ti alleni?

«Noi abbiamo allenamento nella Scuola di Bergamo, presso la palestra SF ACADEMY, 3 volte la settimana. Ho ricominciato da poco gli allenamenti costanti, ma quando potevo mi allenavo a casa. Iniziamo facendo un’ora di cardio, pesistica, e poi andiamo a scaldare bene il collo attraverso esercizi specifici, come la candela o il ponte, per poi passare alle prese e gli agganci».

 

Parliamo di lividi. Come sei messa?

«Ahahah…purtroppo ne ho sempre dopo qualsiasi allenamento, anche lieve, è inevitabile, ma allo stesso ti tempra».

 

E le mosse? Quanto sono calcolate? 

«Tutte le mosse/prese hanno alle spalle una grande preparazione. Le proviamo e le studiamo in allenamento affinché possiamo eseguirle nel modo più pulito ed efficace, ma anche per subirle e limitarne, per quanto possibile, i danni e i rischi».

 

Come si butta a terra un avversario?

«Ci sono parecchie mosse, tipo il suplex, ovvero sollevare l’avversario e poi rovesciarsi oppure il dropkick, il classico calcio a due piedi in un qualsiasi punto del corpo. Ogni mossa di attacco ha lo scopo di sfinire o stordire l’altro prima di effettuare uno schienamento o una sottomissione, per arrivare al fall cioè la vittoria, con il classico countdown dell’arbitro».

 

Che cosa conta di più sul ring?

«Sul ring conta tutto. Tu, il tuo avversario, l’arbitro ma, soprattutto, il pubblico…loro sono alla base di tutto in questo sport. Anche lo scenario, la storia che c’è dietro ad ogni match, deve dare al pubblico, essere credibile e spettacolare allo stesso tempo».

 

Chi è il vostro pubblico?

«Tendenzialmente bambini con le proprie famiglie, ma nel nostro pubblico vediamo gente di qualsiasi età. Quando entro in arena mi corrono incontro per darmi un cinque o farsi un selfie».

 

Il tuo debutto?

«Il mio debutto è stato il 29 agosto del 2016 a Chiuduno (BG). Ricordo che ero agitatissima quel giorno! Era un match 3 Vs 3 e i miei avversari erano tutti e tre ragazzi. Vi assicuro che è stata dura. Dopo il debutto, sono stata contattata subito dalla Rising Sun Wrestling per diversi match e ho iniziato a girare anche per eventi come il Cartoonmics».

A proposito di maschi, come sono i tuoi colleghi?

«Mi alleno principalmente con i ragazzi ma solo per il fatto che di Bergamo ci sono solo io. Devo ammettere che è più dura, da un punto di vista fisico ma, allo stesso tempo, più stimolante per andare oltre i propri limiti. Fuori dal ring, invece, più che colleghi, sono dei veri amici».

 

Dove ti vedremo prossimamente?

«La mia federazione, la ICW – Italian Championship Wrestling, insieme alla scuola SF ACADEMY di Bergamo, organizza i vari eventi. Prossimamente avremo diversi show ma stiamo ancora aspettando le date, di sicuro il calendario sarà pieno, quindi non potete mancare!».

 

 

Grazie Mary, ci vediamo sul ring!


LINKS UTILI:

http://www.icwwrestling.it/roster/academy/mary-cooper/
https://www.risingsun.it/
http://www.icwwrestling.it/