#DILLO CON UN MEME: evoluzione della memetica 2.0

 

«Il mondo dei social ha fatto una cosa incredibile. Ha riportato in auge la memetica».

 

È proprio così. La memetica ha cambiato il modo di comunicare sui nostri profili social e sui nostri telefonini.

Quante volte vi capita di ricevere e di condividere un’ immagine?

Io sono la prima a farlo. Soprattutto quando si tratta di condividere una sfiga, un pensiero comune, un mai una gioia. Perché tutto questo condividere fa sì che esprimiamo un’appartenenza a un filone di pensiero e, di conseguenza, a un modello culturale.

Il meme in questione diventa virale e l’evoluzione culturale è fatta.

Sì perché la memetica non è solo un fenomeno social, bensì molto di più.
Siamo di fronte a un campo di ricerca che non si è ancora sviluppato per diventare una disciplina scientifica (ma che può avere il potenziale per diventarlo) e che indaga i modelli evolutivi sul trasferimento di informazioni, conoscenza e delle preferenze culturali basati sul concetto di meme.


In pratica i memi rappresentano un’unità di informazione in grado di propagarsi e trasmettersi all’interno di una società, arrivando a modificarne i connotati e persino influenzarne le possibilità di sopravvivenza.

La memetica ipotizza che, analogamente ai modelli standard biologici che spiegano la somiglianza fra generazioni con i geni, così si possono spiegare le “eredità culturali” attraverso replicatori chiamati memi.


MA PASSIAMO ALLA PRATICA.

Ho fatto una carrellata dei miei meme preferiti e mi sono chiesta:

«Chissà quanti di voi avranno condiviso gli stessi?»

Beh, nessuno potrà darmi un dato certo, ma sono sicura che per qualcuno lo avete fatto!

 

 


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